HAWAII la più grande riserva marina voluta da OBAMA

Dalle Isole HAWAII la più grande riserva marina al mondo.

La vita marina negli Oceani sta vivendo un inesorabile declino, tanto da richiedere un intervento di difesa delle zone più a rischio e l’istituzione di una ulteriore grande riserva marina che verrà realizzata nel sud est del Pacifico.

Specialmente negli ultimi anni la quantità di fauna ittica nei nostri oceani è notevolmente dimezzata e le cause sono da ricercarsi nella pesca industriale, in quella di frodo, nei cambiamenti climatici e nell’inquinamento. Questo è quanto emerso in uno studio condotto dal Wwf e dalla Società zoologica di Londra. Secondo le due associazioni la misura più efficace da intraprendere per fermare lo spopolamento degli oceani è la creazione di aree protette.

Il grido d’allarme è stato raccolto dall’amministrazione Obama che ha annunciato già da tempo l’intenzione di creare la riserva marina più grande del mondo, espandendo un’area protetta già esistente attorno a sette isole e atolli del Pacifico centrale. Il Pacific Remote Islands Marine National Monument sarà ampliato fino a comprendere più di un milione e 200 mila chilometri quadrati, un’area grande circa 4 volte l’Italia. Nella riserva saranno proibiti lo scarico di rifiuti, la pesca commerciale e le attività minerarie, ma saranno concessi permessi per la pesca sportiva e sarà possibile visitare l’area in barca. Il progetto, già nelle intenzioni del presidente Obama, è stato ufficializzato solo in questi giorni, proprio dopo il vertice storico dell’Onu sui cambiamenti climatici vuole essere un segno importante per spingere i leader della Terra a fare di più.

Nel caso specifico si tratta dell’istituzione di una riserva che verrà realizzata nel sud est del Pacifico.

Una riserva vasta 1 milione e 200 mila Km quadrati

La riserva prevede una vastissima area del globo compresa tra Hawaii e Isole Samoa americane che sara’ ampliata fino a raggiungere 1.290.000 chilometri quadrati.

Nelle sue acque saranno bandite: la pesca, l’esplorazione dei fondali a scopi energetici e altre attività nocive per l’ecosistema marino.

Il parco marino fa parte dell’ultima svolta ambientalista del presidente americano anche per riuscire ad inviare un messaggio importante agli altri Grandi della Terra verso un cambio di rotta che vada nella direzione sempre auspicata di una vera green economy.