A Pasqua festeggia la vita, non uccidere un agnello

Non uccidere un agnello, festeggia la vita.

Gli agnellini ci ispirano tenerezza quando li vediamo, eppure a un mese di vita vengono strappati alle madri, costretti a lunghi viaggi terribili ed estenuanti su TIR strapieni, per arrivare a un lurido macello in cui gli animali terrorizzati vengono immobilizzati, storditi, appesi a un gancio per una zampa, e lasciati dissanguare.

Prima di essere appesi sentono l’odore del sangue e le urla di terrore dei loro compagni.

Tutto questo, perché? Solo perché a molti piace mangiarli! Non potrebbe esistere un motivo più futile per sottoporre questi cuccioli a tanta sofferenza, e alla morte.

Ogni anno a Pasqua vengono uccisi 900 mila tra agnelli, capre e pecore. Animali che arrivano quasi tutti dai paesi dell’est, con lunghi “viaggi della morte”, stipati in camion in condizioni insostenibili (molti arrivano al macello più morti che vivi) e mai sottoposti a controlli.

Salvarli è facile: basta non mangiare agnello a Pasqua, né in nessun’altra occasione.

Non mangiare nessun animale, gli animali sono tutti uguali, uguali al cane o gatto che hai a casa o che conosci dai tuoi amici. Tutti provano sentimenti: paura, dolore, ma anche gioia, affetto, amore. Non c’è giustificazione per ammazzarli.

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Forse non sapevi che:

L’AGNELLO E’ LO STEMMA DI CRISTO

La chiesa fa di questo simbolo lo stemma di Cristo. Spesso le grandi famiglie, nobili e potenti, pongono nei loro stemmi degli animali feroci come leoni o orsi oppure rapaci come l’aquila, a indicare la loro forza e potenza. La Chiesa ha scelto l’agnello, un animale che è esattamente l’opposto, appunto per indicare la sua intima filosofia: il debole e l’umile saranno innalzati e i potenti dispersi nei loro pensieri.